Fotografia

Il bello e il disastro

Molto spesso mi capita di sentirmi dire che il risultato finale del mio lavoro, in una determinata situazione, può piacere, ma anche non piacere.
Perché la bellezza di una fotografia è qualcosa di soggettivo, non è come un problema di matematica in cui la soluzione giusta è una sola e le altre sono sbagliate, ma si tratta di qualcosa che può essere facilmente interpretato e lasciato al giudizio di chiunque, ed ognuno ha il suo gusto personale.

Di solito, di fronte a questa serie di affermazioni, sorrido, annuisco e vado avanti.

Il punto è che il nostro gusto personale, dato dalla nostra educazione ed esperienza di vita, certamente ha un peso sulle nostre scelte e i nostri giudizi (normalmente apprezziamo di più le cose che conosciamo e riconosciamo), ma questo non significa che non possa esserci un’obiettività nel riconoscere una fotografia bella oppure brutta.

Questo concetto va al di là anche della valutazione di una foto come corretta o non corretta, che si tratta davvero di un giudizio oggettivo e insindacabile. Le fotografie, e le immagini tutte, sono anche brutte o belle oggettivamente, non solo a seconda del sentimento di chi le guarda.

Per farmi capire meglio posso dire che una foto è o non è efficace, forte o debole, comunicativa oppure no, ma sono tutte comunque caratteristiche che una fotografia ha per il modo in cui viene realizzata e non per il modo in cui viene guardata.
Quando si valuta un’immagine si dovrebbe argomentare il giudizio, senza esprimerlo solo perché se ne ha l’urgenza perché deriva dall’istinto o da quello che suggerisce il nostro gusto.

Una fotografia può essere oggettivamente e in assoluto bella, forte, comunicativa, evocativa, regalare un’emozione per il modo in cui viene costruita, progettata e realizzata e non solo perché apprezzata da un certo pubblico.

Certo, a questo punto riconoscere una fotografia bella o brutta diventa complicato e non alla portata di chiunque. Penso che la fotografia sia un mezzo espressivo che parla a tutti indistintamente, sottile e pieno di sfaccettature da apprezzare e comprendere con studio e applicazione.

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